giovedì, 17 aprile 2008

GUARDIAMO AVANTI....

Avevo scritto quanto riportato qui sotto la notte dei risultati...poi ho aspettato a postare sperando di avere tempo per scrivere qualcosa di più. In realtà mi accorgo che non c'è moltissimo da aggiungere, o meglio ci sarebbe forse troppo da aggiungere e il tutto implicherebbe un post moooolto lungo. Mi limito allora a riportare ciò che ho scritto con la pancia più che con la testa e a ribadire ciò di cui sono convinta...l'esperienza del pd non si esaurisce certo con queste elezioni che, anzi, superato lo smarrimento iniziale, possono essere viste come un'occasione per ripartire e ricostruire.

Con questo ultimo post mi congedo anche da questo blog nato per la campagna elettorale...mi dispiace un pò perchè ho trovato anche questa forma comunicativa un'ottima esperienza...vedrò quindi se magari aprirne un altro o convertire questo in...All'opposizione ;)

Intanto ciao a tutt*

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Abbiamo perso.
E' notte fonda e dopo un iniziale disilluso stordimento scrivo ora stranamente serena.
Manca poco al completamento degli spogli ma il risultato era già evidente ore fa.
La Lega, com'era nell'aria ha avuto una percentuale altissima, letteralmente dilagando nelle nostre zone.
La sinistra arcobaleno si è sgretolata, credo di poter dire davanti agli occhi increduli di ognuno di noi.
Di Pietro ha tenuto più che bene.
Casini ce l'ha fatta alla Camera.
La PDL ha vinto.

E' presto per riflessioni più accurate, per bilanci e considerazioni che richiedono una sana nottata di sonno (diciamo poco...ma buono) sull'avvenuto e una lettura più approfondita dei dati.

Mi affido allora per questo ultimo post a una piccola ma sentita considerazione. Certo, non abbiamo spopolato, ma la rimonta del Pd è stata comunque notevole. Soprattutto, il paese dovrà a Veltroni e al suo coraggio, e questo lo verificheremo meglio nei prossimi anni se non mesi, uno svecchiamento dei precedenti assetti, il primo passo verso il rinnovamento.

Non ci resta che guardare avanti con la consapevolezza di essere parte di questo cambiamento. Servirà un lavoro paziente e sereno. Servirà un ascolto attento. Serviranno nuovi linguaggi. Ma ci siamo e, insieme, sono certa che sapremo ripartire per costruire un paese migliore, più vivace e dinamico, più solidale e equo, più civile e più dignitoso.

Guardiamo avanti....

postato da: elenapd alle ore 21:15 | link | commenti (4) | commenti (4)
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domenica, 13 aprile 2008

RINGRAZIAMENTI...

In questa domenica col fiato sospeso ripenso finalmente a questa campagna con un pò di calma e approfitto dell'attesa per fare qualche sentito e dovuto ringraziamento.

E' stata per me una bellissima esperienza. Vorrei ora ringraziare davvero con il cuore tutti. Tutti coloro che mi hanno dato fiducia in quest'avventura di certo non prevista, che anzi mi hanno spinto a mettermi in gioco in prima persona quando io, appunto, un pò per mancanza di tempo, un pò per il timore di non essere sufficientemente preparata o esperta nemmeno avevo preso in considerazione l'ipotesi.

Ringrazio in primo luogo i miei genitori per avermi supportata e aiutata, come sempre, tantissimo. Ringrazio la mia famiglia tutta (e siamo tanti) per esserci stati con tanto affetto e fiducia ( in particolare mia sorella Lucia per aver cosparso di santini e volantini mezza Lombardia ;), zio Guido per i consigli da esperto;) zia Angela per aver dato inizio al tutto segnalando la mia permanenza in valle;), i cugini Camilla e Andrea per la loro presenza quando c'è stato bisogno di aiuto, Silvia per avermi garantito, anche tra una poppata e l'altra, la consueta dose di necessarie salutari risate e di affetto;).

Ringrazio poi davvero tanto tutti i membri (ufficiali e non) del nostro bel circolo di Chiavenna (la nostra bravissima portavoce Beatrice Patrini in primis)  per  il bel clima collaborazione che si è instaurato e per la vitalità, la vivacità e soprattutto la sincerità dimostrata. Un ringraziamento particolare va ovviamente a supersherpa Daniele per avermi scarrozzato qua e là per la provincia ed essersi messo a disposizione dando un preziosissimo aiuto.

Ringrazio anche tantissimo il nostro Segretario provinciale Angelo Costanzo per il supporto e l'aiuto e per essersi davvero speso tanto. Un ringraziamento particolare a Giacomo Ciapponi per la sua disponibilità e per aver dimostrato che in politica 'non sono tutti uguali' e che c'è spazio per coloro che prima ancora di essere degli ottimi amministratori sono delle splendide persone. Grazie anche a Enrico Dioli.

Un sentito ringraziamento poi va a tutti coloro che si sono impegnati per organizzare gli incontri, per allestire e girare con il camper, (e per averlo messo a disposizione;) per attacchinare in giro. Ai 'giovani democratici' (Maria Laura, Fabio in particolare per il loro aiuto; nonchè Luciano presentissimo anche da Parigi, e giovane honoris causa Martina;) con i quali spero riusciremo a costruire un'alternativa per noi giovani qui in Provincia.

E un grazie di cuore anche a tutti voi che avete seguito quest'avventura su questo blog lasciando preziosi commenti.

Spero di non di  aver scordato nessuno e se così fosse mi scuso (ma  è solo perchè  la stanchezza  post campagna elettorale si sta davvero facendo sentire).

Insomma sono davvero contenta di aver avuto l'occasione di poter portare avanti quest'esperienza. E' stata una candidatura di servizio piccola piccola che non so quanto e quale contributo possa aver portato, non credo valanghe di voti (ehm temo proprio di no) ma se sarà servita anche solo per far respirare un pò d'aria di rinnovamento allora ne sarà valsa la pena.

E ora in bocca al lupo a tutti:) Speriamo bene.
A prestissimo.
Elena
postato da: elenapd alle ore 15:05 | link | commenti (9) | commenti (9)
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venerdì, 11 aprile 2008

Ultimo giorno di campagna elettorale (ufficiale). Gira nei meandri del web qualche sondaggio clandestino che conferma la rimonta del PD. Dei sondaggi però, e l’abbiamo visto nel 2006, non c’è molto da fidarsi. Preferisco allora fidarmi del lavoro che stiamo caparbiamente e seriamente portando avanti. C’è un bel clima e credo questo sia già un traguardo in sé. Non resta allora che tenere duro in questi ultimi giorni, nella consapevolezza che la ventata di novità del PD sta entrando nelle case, nelle menti, nelle emozioni. Comunque vadano queste elezioni il coraggio di Veltroni ha avviato un processo di trasformazione della politica italiana rispetto al quale non si potrà più tornare indietro.  

Qualche piccola considerazione finale:

a) l’ho già detto l’altra sera alla Banca Popolare ma lo ribadisco qui perché non voglio cedere all’assuefazione da bagarre, strepiti e urla della politica italiana. Non andremo da nessuna parte finché non capiremo che le sedi istituzionali non sono bar dove sproloquiare a caso. Manca in Italia in questo momento una cultura della sobrietà e del rispetto. Manca nei programmi televisivi strilloni dove la maledizione regna sovrana. Manca nelle battute, nelle parolacce, negli slogan di una politica troppo facile, troppo inefficace e irresponsabile. Troppo brutta persino. Abbiamo perso il senso della misura, della bellezza, della serenità. Non sono dettagli. Le riforme di cui disperatamente necessita il nostro paese potranno e dovranno essere portate avanti in un clima di serena collaborazione con un atteggiamento che punti sulla coralità dello sforzo. Tra Bossi che chiama le truppe “ad imbracciare i fucili”, Berlusconi che suggerisce al capo dello stato di dimettersi, che spara a zero sulla magistratura e ora se la prende persino con Totti, lo schieramento avversario sta dimostrando, sempre di più, di privilegiare una logica dell’insulto e della spaccatura.

L'ho già detto più volte, la logica dell'attacco gratuito all'avversario non mi appartiene ma considero vitale tenere alta l'attenzione sulle modalità e sulla cultura politica che prevalgono nel nostro paese. E penso sia salutare continuare ad indignarsi quando si assiste al triste spettacolo dato dalla perdita di rispetto e di senso delle istituzioni.

b) MI MANCA IL DUELLO!!!!!! Il tradizionale duello tra i candidati premier è uno dei miei momenti preferiti in una campagna elettorale. E quest’anno? Niente! Niente attesa, niente birrozzo, niente commenti....niente confronto soprattutto. Berlusconi è scappato. Sollecitato più volte da Veltroni, ha invece scelto di sottrarsi.  Non è un bel segnale. Dal punto di vista tattico ha probabilmente fatto bene. La differenza tra i due sarebbe probabilmente stata evidente, troppo evidente. Ma non è un bel segnale in termini di qualità democratica. E a me manca il duello.

c) Veltroni a Milano ieri sera ha dimostrato, ancora una volta, sia nei modi che nei contenuti di essere un leader serio, capace, affidabile, ragionevole e attento. C’è lui, c’erano le 100.000 persone in piazza, ci sono i circoli, ci sono i volontari, ci sono PERSONE, VOLTI, STORIE che chiedono un cambiamento di rotta.

 Un ultimo sforzo allora per provare a cambiare questo nostro malconcio paese.

E QUESTA SERA TUTTI A MORBEGNO PER FESTEGGIARE INSIEME LA CHIUSURA DELLA CAMPAGNA.


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lunedì, 07 aprile 2008

MARTEDI' 8 APRILE
ORE 20,45
BANCA POPOLARE DI SONDRIO
PIAZZA BERTACCHI
CHIAVENNA

INCONTRO PUBBLICO CON I CANDIDATI DEL
 PARTITO DEMOCRATICO
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giovedì, 03 aprile 2008

Buongiorno,
posto l'annuncio dell'annullamento della visita di Letta di domani. Confermo, invece, la visita serale di Del Giorgio a Morbegno...ehm...non è esattamente la stessa cosa ma va bè...si fa per tirarsi su;)

ANNULLATO L'INCONTRO CON ENRICO LETTA

Per impegni inderogabili gli appuntamenti con Enrico Letta sono annullati.

La situazione dovuta al caso Alitalia prevede la presenza di Enrico Letta nella giornata di Venerdì a Roma e quindi sono annullati tutti gli appuntamenti previsti per venerdi 4 Aprile 2008 in provincia di Sondrio.
Chiedo scusa a quanti avessero già programmato la loro presenza durante gli incontri di Venerdi ed in particolare alla stampa ed alle forze economiche e sociali.

Cordiali saluti.

Angelo COSTANZO
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mercoledì, 02 aprile 2008

NASCONO I GIOVANI DEMOCRATICI della PROVINCIA DI SONDRIO!

pd hering


 


 


Buongiorno,

sono davvero contenta di poter scrivere questo post.
Nascono i
GIOVANI DEMOCRATICI DELLA PROVINCIA DI SONDRIO
.

Iniziative di questo tipo stanno nascendo in tutta Italia ma credo che la Provincia di Sondrio, più di altre, ne abbia davvero bisogno. Penso, infatti, la nascita dei Giovani Democratici possa essere vista come un'occasione per creare uno spazio per noi giovani all'interno del quale si possa tornare a parlare in maniera costruttiva delle tematiche che ci riguardano più da vicino e che sentiamo maggiormente nostre: la precarietà, la scuola, l'Università, la mobilità, l'ambiente, la pace, i diritti e molte altre. Il Partito Democratico sta portando un'ondata di rinnovamento sulla scena politica italiana, un rinnovamento che parte anche e soprattutto dal contributo dei giovani. In questo contesto, l'idea è proprio quella di dare spazio e risonanza alle nostre voci per ritrovare il senso della partecipazione e soprattutto la voglia di costruire insieme il nostro futuro.

Si tratta poi di un'esperienza che guarda decisamente oltre la scadenza elettorale e che spero, con l'apporto di tanti e tante, riuscirà a trovare radicamento nel territorio.

Segnalo intanto quelli che potremmo considerare dei primi appuntamenti e soprattutto un'occasione per incontrarci, parlare, capire:
 
VENERDI' 4 APRILE
 
ore 20:45
 
Sala Museo Civico
 
Via Cortivacci
Morbegno
 
 
                                               SABATO 5 APRILE
    
ore 16:00
 
       Sala Riunioni di Palazzo Pretorio
 
 
  Chiavenna 

 
saranno due incontri tra i giovani e la GIOVANE CANDIDATA che poi sarei io;) per parlare insieme di queste elezioni
rigorosamente NON in politichese stretto
!!!!

Entro pochi giorni, inoltre, comparirà sul sito del PD provinciale www.pdsondrio.it una sezione a parte "Giovani Democratici" all'interno della quale ci sarà una bacheca per gli appuntamenti e soprattutto un FORUM aperto


 
 
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lunedì, 31 marzo 2008

PAESE CHE VAI, CERVELLO ITALIANO IN FUGA CHE TROVI...

Posto qui due links importanti:

1) Il primo riguarda un progetto di ricerca (Votometro) sull'analisi delle determinanti di voto in Italia.
Tra gli autori Francesco Avvisati della Paris School of Economics.
Si tratta di una ricerca scientifica che contribuirà a spiegare le dinamiche elettorali e di social choice in Italia.
Sul sito http://www.votometro.ito su http://www.politimetrics.com/it troverete il questionario che, in sostanza, calcolerà la vostra distanza dai principali contendenti di queste elezioni.

(E' anche divertente...)

A differenza dei tanti giochini presenti on-line, votometro è strumento più affinato e, sopratutto, contribuirete ai risultati di una ricerca scientifica (ed è ovviamente anonimo).
Sul blog di Luciano Canova, http://foscocasantica.splinder.com/post/16506985/Intervista+a+Francesco+Avvisat, trovate  anche un'intervista a Francesco che chiarisce i punti essenziali del progetto e dello strumento.

2) A questo indirizzo trovate invece una PRESENTAZIONE POWERPOINT fatta benissimo da 4 studenti della London School of Economics sulla situazione economica in Italia:
  http://quattrogattilse.googlepages.com/

E' corredata da grafici molto chiari e spiegati con un linguaggio semplice e accessibile.
Hanno fatto davvero un bel lavoro.

3) Questo non è un link ma una considerazione....ma è mai possibile che abbiamo così tanti bravi ricercatori all'estero?...Parigi, Londra, senza contare tutti quelli negli USA e in altre città europee ....l'Italia haCERVELLIGR841_img davvero bisogno di cambiare marcia se non vogliamo continuare a sprecare e regalare preziose competenze. Complimenti per le belle ricerche!

Ah invece mi è venuto in mente un altro link:
www.cervelliinfuga.it
è un bel sito fatto da ricercatori e dottorandi italiani all'estero dove si parla del fenomeno e dove si può trovare il riassunto di un libro scritto da alcuni di loro.



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domenica, 30 marzo 2008

IL CORAGGIO DI CAMBIARE (anche il voto)......

Venerdì sera durante l'incontro con Tiziano Treu a Morbegno l'aggettivo più usato per definire questa campagna elettorale è stato STRANA. In effetti, come hanno detto gli altri candidati, anche io parlando con le persone ho avuto la percezione di un'incertezza diffusa, molti hanno usato persino la parola PAURA. Paura che le promesse non vengano rispettate, paura di non avere voce in capitolo. Raramente però ai nostri banchetti e gazebi abbiamo ricevuto segni di ostilità anzi sono prevalsi considerazione e ascolto. Dal mio punto di vista SONO COMUNQUE BEI SEGNALI. Evidentemente il PD sta diventando un interlocutore credibile e soprattutto e prima di tutto sta riuscendo a fare qualcosa di prezioso: tornare a far parlare di politica davvero evitando sterili scontri ma guardando al benessere del Paese. Di tutto il Paese.

Stasera ho ricevuto una mail in cui un elettore tradizionalmente più a destra ma critico e "indeciso" si diceva interessato a questa esperienza ma ancora non sapeva se "sarebbe riuscito" votare a sinistra. Lo capisco. Spesso, soprattutto in Italia, il voto va ben al di là di una crocetta. Diventa senso di appartenenza, identità, nei casi più degenerati quasi fede. Spesso poi il voto segue tutte le dinamiche familiari ben note: da "tutta la famiglia a prescindere e comunque da un parte" a "non ti parlo più perchè stai dall'altra parte" e tutto ciò che ci sta in mezzo.

Questa sentita forma identificante da un lato è una bella caratteristica del nostro paese (che ci ha sempre garantito un'alta partecipazione alla vita politica), dall'altro però a volte è un fattore di blocco. Ricordo di aver sentito una ragazza che diceva "eh io ho un fratello disabile, la sinistra farebbe di più ma la mia famiglia tradizionalmente vota a destra quindi anche io". Ehm. Ma posso anche capirla...se una non è più che motivata magari fatica ad argomentare in direzione diversa o non ha voglia di mettersi la famiglia contro.

E però. Anzi EPPERO'. Anche in questo sta la sfida del Partito Democratico. Nel rinnovare la cultura politica per forza ideologica che procede per semplificazioni: immigrati tutti delinquenti, italiani tutti santi...oppure padroni tutti bastardi, proletari dall'altra...o ancora poliziotti tutti fascisti....centro-sinistra tutti comunisti. La realtà non è solo più complessa di così ma è INFINITAMENTE PIU' RICCA perché riguarda la VITA DELLE PERSONE, la vita di un  Paese e un Paese si cambia solo attraverso riforme costruite ascoltandone le parti, anche quelle tradizionalmente diverse. Il PD in questo senso è una forza del BUON SENSO che invita alla partecipazione e non al "definitivo abbraccio ideologico senza via di scampo". E' una forza riformista che ha un progetto concreto di rinnovamento del paese. E' una forza che fa della legalità la sua bandiera. Che dice ai mafiosi di votare pure per qualcun'altro.

berlusconi_cornaE' una forza politica che ha un leader che non farà mai le corna a un suo collega ad un incontro europeo dei Ministri degli Esteri (ero appena tornata dalla Germania in quel periodo..due mie amiche mi chiamarono sconvolte...un qualsiasi politico tedesco sarebbe stato costretto alle dimissioni subito dopo....e le avrebbero chieste i cittadini....mi sono vergognata come non mai...ah no anche dopo che aveva dato del kapò nazista a Schultz)

Non sono sfumature. La politica alla saltimbanco di Berlusconi ci fa perdere credibilità internazionale con tutte le ripercussioni economiche e politiche del caso.

Un paese allora si cambia ridando innanzitutto DIGNITA' alla politica. Ritrovando una politica che non entra nelle case solo dallo schermo della tv ma che passa dalla partecipazione, dalle reale informazione, dai contenuti, dalla socialità.

Non so se avrò convinto l'autore della mail indeciso. Spero di sì ;)! In ogni caso domani posterò l'elenco  degli appuntamenti in zona che spero saranno una partecipata occasione per parlare.


 



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martedì, 25 marzo 2008

IL FEDERALISMO RAGIONEVOLE....

Ieri ho ricevuto una bella e lunga mail in cui un ragazzo che conosco portava alla mia attenzione un fenomeno importante da lui definito il “leghismo ragionevole”. Scrive “vedi, ho il timore che “gente come te” abbia la tendenza a liquidare, con troppa sufficienza, il leghismo come espressione di ignoranza e volgarità. (certo personaggi come Borghezio non possono suscitare interesse ad approfondire il fenomeno).” E’ un timore legittimo. La sinistra del resto si è spesso distinta per una certa spocchiosità intellettuale e per un deciso deficit comunicativo.

A questo però posso rispondere con alcune considerazioni, personali e più analitiche.

Sul piano personale una delle prime cose che ho imparato studiando sociologia è che nessun fenomeno deve essere liquidato, semmai deve essere analizzato e per quanto possibile compreso. Il leghismo è nato in una congiuntura storica, politica e sociale precisa aggregando un crescente malcontento. La Lega di oggi, come specificato nella mail, è ben diversa da quella delle origini: quella attuale non è l’originaria collocazione. In un intervista Bossi disse che la Lega non era né di destra né di sinistra né di centro.Il giornalista chiese:”ma allora dove siete?”Bossi rispose:”siamo sopra, attorno al centro ma sopra”. La Lega sembrava aria nuova, stop alla politica corrotta, agli sprechi, alla mafia. Oggi sono cambiate le tematiche, sono cambiati i metodi e le alleanze. Resta comunque una forza politica ben radicata al nord e soprattutto nelle nostre zone. La domanda da farsi credo allora sia solo una: perché?

La mail prosegue: Ma il leghismo ragionevole del Nord esiste e riguarda milioni di elettori ragionevolmente arrabbiati. Chi li saprà ascoltare ed interpretare farà incetta dei loro voti. Ma è difficile sentire la voce di chi si ritiene indegno di esistere. Il paradosso è che occorre essere molto aperti per capire chi appare apparentemente più chiuso. Non è questione di ignoranza, di razzismo, si tratta di giustizia, di squilibri troppo grandi che continuano da troppo tempo La mafia, la corruzione politica sono i grandi mali di questo paese.

Queste considerazioni sono assolutamente condivisibili, eppure avrei qualche obiezione di metodo (e di sostanza). Personalmente mi piace pensare alla politica nel suo significato originario, come ascolto e costruzione di una polis, di una dimensione collettiva. Per quanto le logiche elettorali richiedano un certo pragmatismo continuo a credere ci sia un gran bisogno di idee. La logica dell’incetta di voti non dovrebbe essere prevalente se non vogliamo far altro che riproporre la vecchia Italia arruffona dell’ “ognuno fa per sé”. La campagna elettorale di Veltroni da questo punto di vista mi sembra esemplare per apertura, propensione al dialogo e alla comprensione, per rispetto di tutte le posizioni. Il Partito Democratico del resto è una forza politica nuova e sta proponendo delle modalità del fare politica svecchiate da vecchie dicotomie: l’attenzione non è sui “nemici”, nessuno è considerato indegno di esistere, anzi, prevale la logica dell’ascolto.

C’è poi la questione complessa e delicata degli squilibri tra nord e sud, ci sono la mafia e la corruzione politica. C’è quel perché cui accennavo prima. Cosa si può fare, non tanto per sottrarre voti alla lega, ma per cambiare una situazione di stallo rispetto alla quale molti cittadini non trovano da parte della politica risposte adeguate?

Credo il Partito Democratico abbia delle risposte concrete per quanto riguarda il federalismo, molto più di quanto lo siano quelle della Lega. Le ha però proprio perché il punto di partenza è diverso. L’Italia è un paese dai mille volti e dalle mille realtà. Esiste una questione nord-sud che tutti i dati confermano ma non esiste e non può esistere in un’ottica di buoni e cattivi. Bensì nel quadro di esigenze, problematiche e priorità diverse di territori diversi.

Il federalismo, è, in questa prospettiva, un punto chiave nel programma del Partito Democratico in vari modi:

Walter Veltroni ha dichiarato recentemente: ''Sono convinto che dobbiamo fare un passo avanti soprattutto sul piano del federalismo fiscale, e lo si puo' fare anche applicandolo 'a due velocita': prima le regioni che sono pronte a sostenerlo''. ''Il federalismo fiscale e' la soluzione alle esigenze di molte aree del Paese nelle quali si ritiene che producendo e avendo bisogno di servizi, cio' possa avvenire piu' ragionevolmente non attraverso la logica dei trasferimenti ma attraverso quella della permanenza delle risorse e delle compartecipazioni''.

Già nell’agosto 2007, all’alba della Costituzione del PD, amministratori di rilievo tra i quali il sindaco di Torino Chiamparino e la Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso avevano appoggiato Veltroni candidato alla segreteria del PD con una lista chiamata “Federalismo, equità e merito” nella quale si facevano promotori di un ascolto del territorio e di un “federalismo fiscale capace di contrastare l'evasione e perciò di chiedere a tutti i cittadini e a tutte le imprese di concorrere in maniera equa alla spesa pubblica necessaria per sostenere lo sviluppo e garantire i diritti.”

Recentemente, inoltre, il responsabile Federalismo del Partito Democratico Luciano Pizzetti ha chiarito “a differenza del post-it appiccicato al PDL, il programma del PD ha il federalismo tra i motivi ispiratori e conduttori. Federalismo istituzionale e federalismo fiscale. Di più, sul cosiddetto "federalismo infrastrutturale" il programma cita espressamente come punto di riferimento le intese sperimentate tra Governo nazionale e Regione Lombardia. Il tema non è la parola, che pure c'è in buona misura, bensì la coerenza di un progetto politico che del federalismo non fa un finto totem ma un concreto impegno di riforma.”

Ancora, Linda Lanzillotta, ex ministro per politiche regionali e oggi candidata nelle file del pd: “Da quindici anni il federalismo è una chimera. Ora si deve passare dalle parole ai fatti, attuando subito il federalismo fiscale perché autonomia e responsabilità non possono che viaggiare assieme. In questi anni dai territori è arrivata una forte spinta verso il cambiamento: una richiesta di maggiore autonomia per esprimere a pieno le proprie vocazioni, la propria operosità, il proprio dinamismo. Uguali diritti per tutti i cittadini, efficienza e responsabilità: sono questi i pilastri sui quali costruire il federalismo.”

Come ha detto Veltroni “il federalismo deve smettere di essere un’ideologia  e deve diventare una serie di decisioni pratiche''. Lo stesso deve valere per la lotta alla corruzione e alla mafia sulle quali però bisogna essere realisti. Il nord non è esente dalla corruzione come non lo è dalla piaga dell’evasione fiscale né tanto meno dalla pratica della lottizzazione per l’accaparramento delle poltrone. Sono fenomeni che spesso compaiono in maniera diversa al nord ma ci sono. Gli squilibri di cui parlavi esistono tra regioni ma esistono anche all’interno della stessa regione, esistono anche in Lombardia spesso causati da una cultura politica clientelare, partitica e sprecona. E su questo non si può chiudere gli occhi. Si tratta piuttosto di problematiche da affrontare in relazione alle peculiarità del territorio.  

In questo senso direi allora che serve un “federalismo ragionevole” che sappia spogliarsi degli orpelli ideologici, delle derive oltranziste e razziste e che diventi fatti, politiche, interventi. Un federalismo che nasca dall’ascolto del territorio, di tutti i territori, in un’ottica costruttiva e positiva e non di demonizzazione. E’ questo il federalismo presente nel programma del PD: un federalismo soprattutto applicabile. La Lega di oggi, non solo ha sposato una logica federalista svuotata di contenuti ma ha scelto di collocarsi in una coalizione che di fatto impedirà ogni applicazione di riforme serie. I “leghisti ragionevoli” dovrebbero allora farsi delle domande: una forza che schiera personaggi come Ciarrapico (non certo un campione della legalità) e con lui molti altri faccendieri saprà veramente risolvere gli squilibri del paese? Come convivranno il centralismo nazionalista di AN e la vocazione federalista della Lega all’interno di una stessa coalizione che peraltro ha scelto di escludere il centro moderato? Quali garanzie di Governo può dare una forza politica che ha governato per 5 anni con una larga maggioranza dimostrando di non essere in grado di risolvere minimamente i problemi del Paese (il programma è lo stesso di allora e i ministri saranno gli stessi)?

Per costruire un Paese nuovo, per innovare e rinnovare, per eliminare gli sprechi della politica, rilanciare l’economia, per costruire una società più giusta e più equa che sappia premiare le competenze e il merito ma anche proteggere i più deboli servono delle riforme coraggiose portate avanti coerentemente. Serve una cultura politica basata del senso civico e su una rinnovata vicinanza alle istituzioni.  Sono queste riforme e questa cultura politica che propone oggi il Partito Democratico, l’unica forza politica, a mio avviso, in grado di governare in autonomia senza il peso di alleanze difficili e sulla base di un progetto concreto di rinnovamento del Paese.

 

Colgo l’occasione per ringraziare ancora per la mail.

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giovedì, 20 marzo 2008

SIAMO COSI'....

Si è parlato molto ultimamente di occupazione femminile e del ruolo delle donne in Italia (ho letto qualche considerazione anche tra i commenti su Vaol).

Vorrei postare allora dei dati che credo parlino da soli e rispondano con drammatico realismo a chi dice che ormai una sostanziale parità di genere è stata raggiunta:

• E’ appena uscito il rapporto TERZO RAPPORTO IRES-CGIL preparato dall’OSSERVATORIO SUL LAVORO ATIPICO Ecco i risultati per quanto riguarda l’occupazione femminile (fonte: articolo di Repubblica di Federico Pace):  

Giovani ma anche meno giovani. Nella palude della precarietà ci finiscono soprattutto le donne. Tutte costrette a contratti instabili più di quanto non succeda ai loro colleghi uomini. Più della metà delle giovanissime occupate hanno un contratto atipico e lo stesso accade a quasi al 26 per cento delle “under 34”. Impieghi marginali e contratti di breve durata anche per le più adulte. Tutte con una probabilità inferiore a quella già bassa dei precari uomini di riuscire a trasformare il contratto atipico in un impiego stabile. Il 76 per cento delle atipiche si ritrova con un contratto temporaneo inferiore ai dodici mesi mentre agli uomini succede a poco meno del settanta per cento.

mostra di Pat Carra”La condizione precaria sembra essere per la componente femminile uno status ancora meno passeggera. A una quota molto esigua di donne viene concessa la possibilità di potere accedere, dopo esperienze di lavoro discontinuo, a un contratto a tempo indeterminato. Ci riesce solo il 14 per cento di loro, mentre riesce lo stesso a un pur sempre troppo esiguo 20 per cento degli uomini con contratti a tempo determinato o di collaborazione.”

La flessibilità che viene offerta alla donne sembra così determinare un “progressivo deterioramento dal punto di vista occupazionale, economico e sociale” della loro condizione. Hanno titoli più elevati ma lavorano meno e guadagnano meno. Svolgono professioni tecniche, attività impiegatizie poco qualificate e a carattere esclusivo. E per quanto riguarda le laureate che si ritrovano con un contratto di collaborazione, solo il 42 per cento di loro è occupata in attività scientifiche e di elevata specializzazione mentre succede lo stesso, a parità di titolo di studio, al 52 per cento degli uomini. Complessivamente il 77,3 per cento delle atipiche ha un imponibile inferiore ai diecimila euro l’anno”

•    CONVEGNO “DONNE, INNOVAZIONE E CRESCITA: UN PROBLEMA TUTTO ITALIANO”. I risultati (fonte articolo di Rep:

“Penultimi in Europa. Negli ultimi mesi ci ha superato anche la Grecia e dopo di noi resta solo Malta. In Italia riesce a lavorare solo il 46,3 per cento delle donne; sette milioni in età lavorativa sono fuori dal mercato del lavoro; al sud il tasso di occupazione crolla al 34, 7 per cento.

Sempre più lontani dall'Europa. Nel marzo 2000 a Lisbona i paesi europei decisero un piano sull'occupazione femminile intesa, appunto, non solo come una questione di genere ma come volano per l'economia nazionale. I paesi partirono da poche ma precise considerazioni: se la donna lavora entra più ricchezza in famiglia - a patto che ci sia un sistema di servizi sociali adeguato - aumenta il reddito e nascono più bambini. Fu deciso, era il Duemila, che l'obiettivo era raggiungere - dieci anni dopo, nel 2010 - quota 60 per cento: cioè il sessanta per cento delle donne devono per quella data risultare impiegate, con un lavoro autonomo o dipendente. La situazione, a due anni da quella scadenza, è che la media europea si aggira sul 57, 4 per cento e quella italiana è fissa sul 46,3 per cento. Penultimi, appunto, nell'Europa dei 27 paesi membri, a dieci lunghezze dall'isola di Malta. In nostra compagnia, sotto il 50%, ci sono Polonia e Grecia. Slovacchia, Romania, Bulgaria viaggiano ben sopra il 50 per cento. Cipro è già al 60%. La Slovenia, appena entrata nella Ue, è al 61,8 per cento. La Danimarca guida la classifica con una percentuale del 73,4%.

Pagate un quarto meno degli uomini. Anche quando arrivano, ce la fanno e sfondano quel benedetto "tetto di cristallo", alle donne è comunque destinato uno stipendio inferiore di un quarto di quello del collega maschio. I dati della Presidenza del Consiglio dicono che una dirigente guadagna il 26,3 per cento in meno di un collega maschio. Lo chiamano "differenziale retributivo di genere", è pari al 23,3 per cento: una donna percepisce, a parità di posizione professionale, tre quarti di uno stipendio di un uomo. E questo nel pubblico. Nel privato la situazione peggiora.


Solo il 5% nei board delle aziende. Trovare una donna nei consigli di amministrazione e nei board delle aziende è impresa per persone molto determinate. Nel testo messo a disposizione dalla Presidenza del Consiglio si legge che "nel 63,1 per cento delle aziende quotate, escluse banche e assicurazioni, non c'è una donna nel consiglio di amministrazione". Su 2.217 consiglieri solo 110 sono donne, il 5%. Va ancora peggio nelle banche dove su un campione di 133 istituti di credito, il 72,2 per cento dei consigli di amministrazione non conta neppure una donna. Benché il 40 per cento dei dipendenti delle banche siano donne, solo lo 0,36 per cento ha la qualifica di dirigente contro il 3,11% degli uomini. C'è qualcosa che non torna visto che a scuola, all'università e nei concorsi le votazioni migliori sono quasi sempre delle studentesse.

Le più sgobbone d'Europa. l'Italia ha il tasso di occupazione femminile più basso d'Europa ma quelle che lavorano lo fanno più di tutte le altre. Ogni giorno, compresa la domenica, una donna italiana lavora, tra casa e ufficio, 7 ore e 26 minuti, un tempo superiore, appunto, a molti paesi europei (un'ora e 10 minuti in più, ad esempio, rispetto ad una donna tedesca). Facile da spiegare: il 77, 7 per cento del lavoro domestico - spesa, lavare, stirare, rigovernare, accompagnare etc. etc - è sulle spalle delle donne.  1879085

1879085•  DONNE E POLITICA:

Con il Governo Berlusconi l’Italia è slittata all’85esimo posto nella classifica mondiale riguardante la presenza di donne nelle istituzioni. Ultimi tra i paesi del G8 e dietro molti paesi africani.

E non aggiungo qui i dati relativi alla violenza sulle donne (credo basti leggere i giornali).
Non approfondisco la questione degli attacchi alla legge 194, e all’autodeterminazione delle donne.
I dati parlano di un paese in ritardo dove le competenze e l’esperienza delle donne vengono escluse e quando incluse di fatto sfruttate. Non si tratta solo di una questione di principio, si tratta di indici economici che, secondo tutte le ricerche, riprenderebbero quota grazie ad una maggiore spinta all’occupazione femminile. E si tratta di rispetto e di cultura.

Dico solo che se da un lato può essere vero che i rapporti di genere sono meno conflittuali in molti ambiti, credo si debba aspettare a dire che il femminismo è passato di moda (faccio riferimento al commento di Andrea su Vaol). Se lo fosse credo le statistiche sarebbero diverse. Ben diverse.

 

postato da: elenapd alle ore 18:13 | link | commenti (9) | commenti (9)
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